Le varie tipologie di esami diagnostici per immagine

esami diagnostici per immagini

Gli esami diagnostici per immagini, o anche conosciuti come imaging biomedico o imaging, sono un insieme di accertamenti attraverso cui è possibile analizzare alcune parti del corpo non visibili dall’esterno nè tramite una semplice visita di controllo. Queste procedure consentono di avere una visuale chiara e nitida della situazione attraverso delle immagini. Si decide di adottare questo sistema quando si vuole individuare o escludere una malattia e le conseguenti cause o diagnosticare una problematica. Negli ultimi anni, la ricerca e la scienza si sono evolute applicando gli esami diagnostici per immagini al fine di curare alcune malattie, come ad esempio quelle in campo radiologico e in neuroradiologia interventistica. Ciò che si prova durante questi esami specifici dipendono dalla tipologia di prova a cui ci si sottoporrà.

Gli esami di diagnostica a immagini

Molto spesso, ci si affida al parere del medico curante quando si riscontrano problematiche di vario genere e quest’ultimo indirizza il proprio paziente ad effettuare diversi esami. Vediamo le differenze di accertamenti diagnostici per immagine, molto diversi tra loro ma importanti per la salute di ognuno di noi.

Risonanza magnetica

Questo esame è spesso utilizzato in quanto efficace per visualizzare all’interno del corpo senza ricorrere alla chirurgia o radiazioni talvolta inutili. È molto utile per recepire immagini chiare e dettagliate della colonna vertebrale e del cervello. Ma non solo. Si usa molto anche per rilevare informazioni in campo oncologico, traumatologico, cardiologico, ortopedico e gastroenterologico. La qualità delle immagini fornite è di altissimo livello, in quanto si possono visualizzare particolari non visibili con altre tipologie di esami. Ad esempio si può rilevare lo stato di idratazione dei dischi che si trovano tra le vertebre, per studiare la vascolarizzazione dei vari tessuti, per diagnosticare malattie a livello neurologico e alcune forme tumorali e infine valutare lo stato e la salute delle articolazioni. Vi è una controindicazione per questo tipo di esame: non vi possono accedere persone che hanno apparecchi metallici all’interno del corpo, quali ad esempio pacemaker, clips vascolari o protesi dello stesso materiale come ossa, denti, occhi ecc. Il progresso scientifico negli anni si è evoluto e ormai tutti i materiali utilizzati sono compatibili con questo tipo di esame.

TAC

Questa è la sigla che indica la Tomografia Assiale Computerizzata ed è un esame caratterizzato da un’indagine digitale della zona interessata analizzata in più sezioni, i piani assiali. Attraverso una metodologia computerizzata, l’esame rileva delle immagini tridimensionali attraverso i Raggi X. Questa metodologia viene utilizzata in seguito ad una visita specialistica come un approfondimento di ecografie o radiografie. La TAC viene impiegata per visualizzare quelle parti del corpo umano che difficilmente si osservano con altre tecniche e si parla di strutture interne dei bronchi e del cuore o visionare i vasi sanguigni. Si predilige ad altri esami quando si sospetta di emorragia, tumore, trauma, lesione o ischemia, quindi quando vi è un sospetto diagnostico da accertare. Infine, tramite ciò è possibile avere un quadro dettagliato su lesioni di un certo livello come quelle riguardanti gli organi addominali, del sistema nervoso e dell’apparato muscoloscheletrico.

Le tecnologie innovative e moderne hanno rivoluzionato anche le tempistiche dei vari esami migliorandole notevolmente. I tempi della durata di una TAC variano a seconda della zona da analizzare e dal sospetto diagnostico, ma comunque vanno dai 4 ai 10 minuti massimo. Ad oggi, è un metodo preferito e più utilizzato per decifrare in maniera rapida e dettagliata una patologia che altrimenti sfuggirebbe con altri sistemi, soprattutto in campo oncologico. Non sono stati rilevati particolari effetti collaterali provocati dalla TAC. Al momento dell’esame il paziente potrebbe provare solamente una sensazione di calore, per poco tempo, a causa del mezzo di contrasto. In alcuni casi però, è stato accettato qualche effetto indesiderato come ad esempio nausea, prurito, reazioni allergiche al mezzo di contrasto o reazioni al sistema circolatorio.

Radiografia

Fin da sempre è il metodo utile ed importante per diagnosticare alcune malattie. La radiografia è utilizzata in particolar modo per effettuare esami a tessuti calcificati o alle ossa e si parla per esempio di radiografia ai denti o per individuare eventuali fratture. Lo scheletro che compone il corpo umano assorbe bene i raggi X in quanto caratterizzato da ossa. A differenza dei tessuti molli come ad esempio le fibre muscolari che, avendo densità inferiore alle ossa, ne assorbono in quantità ridotta. E questo è il motivo per il quale nelle lastre esse appaiono di colore bianco, mentre i tessuti di colore più scuro. Ma non solo in questo campo viene impiegata tale tecnica, ma anche per verificare lo stato della vescica e fegato e altri organi dell’addome, per diagnosticare malattie polmonari come il cancro ai polmoni o polmonite e per effettuare la mammografia per lo screening al seno, contro il tumore. La fluoroscopia a raggi X è utilizzata per individuare malattie all’intestino e allo stomaco, al tratto urinario e ai genitali.

L’esposizione ai raggi, in quantità eccessiva, può portare a degli effetti indesiderati che possono essere lievi come la nausea, fino ad arrivare a conseguenze più gravi come ad esempio il cancro. Per questo particolare motivo si cerca di limitare il più possibile l’uso di questa tecnica se non strettamente necessaria. Inoltre, vengono tenute sotto controllo le dosi assorbite e somministrate e si adottano tutte le misure preventive di radioprotezione. Infine, si eseguono un numero limitato di radiografie alla zona pelvica, sia dell’uomo che della donna, in età fertile. Alla donna in gravidanza le verrà adagiato sull’addome un grembiule piombato come protezione al bambino. Vi sono delle situazioni in cui è possibile utilizzare tecniche di imaging senza le radiazioni (Risonanza magnetica ed ecografia), di ridurre radiografie al torace praticate nella medicina del lavoro, durante il servizio militare, prima di un intervento di chirurgia e si indagano quante volte il paziente è stato già sottoposto a questo esame per valutare la dose già assorbita.

Ecografia

Questo esame diagnostico non è per nulla invasivo e utilizza onde sonore, o anche conosciute come ultrasuoni, emessi da delle sonde che vengono appoggiate sulla pelle del paziente. Consente di visionare organi, casi sanguigni, strutture sottocutanee, ghiandole e strutture tendinee e muscolari presenti in tutto il corpo. La fase iniziale dell’esame prevedere l’applicazione nella zona interessata di un apposito gel atossico che consente la migliore trasmissione degli ultrasuoni attraverso la pelle. Essi però non sono in grado di studiare le ossa (parte scheletrica e scatola cranica), ma rappresenta il primo approccio per l’esame accurato di tutto il resto del corpo. Infatti, vengono utilizzate per analizzare l’addome (reni, pancreas, fegato, milza…), il collo (linfonodi e tiroide), le pelvi (utero, prostata, vescica e ovaie), l’apparato muscolare (legamenti, muscoli e tendini) e vene e arterie (aorta, carotidi…). Non sono stati individuati effetti collaterali o controindicazioni delle ecografie. Al contrario sono importanti nei controlli che vengono effettuati a scopo preventivo come ad esempio nei check up.

Risonanza magnetica aperta

Questa tipologia di risonanza non è altro che la moderna risonanza nucleare pensata per una categoria specifica di persone, quali bambini, obesi, anziani e claustrofobici, che hanno difficoltà a sottoporsi alla tradizionale risonanza che avviene all’interno di una struttura con spazio ridotto e chiuso. È una metodologia sicura e non invasiva che permette di analizzare colonna vertebrale, midollo spinale, cranio, organi localizzati nel torace, apparato scheletrico e muscolare e organi nella zona pelvica. Invece, è controindicata per lo studio di articolazioni come polso, ginocchio, caviglia…  Inoltre, viene vietata ai portatori di pacemaker o altri dispositivi medici in metallo presenti all’interno del corpo. Il medico radiologo è preposto alla lettura dell’esame. La risonanza magnetica aperta ha una durata che varia dai 30 ai 60 minuti. Non sono state riscontrate controindicazioni, al contrario essendo un esame sicuro ed innocuo per l’organismo è possibile ripeterlo più volte anche a distanza di breve tempo.

Rx Moviplan 800

Si tratta di un sistema di radiografia modulare utile in per lo studio di ossa o in un pronto soccorso, in cui vi è la necessità di ottime immagini in tempistiche brevi. La struttura di questo macchinario è robusta e facile da manovrare soprattutto con pazienti non collaborativi, barellati, bambini o obesi. Tutti i comandi sono raggruppati in un’unica tastiera in modo da semplificare e velocizzare il lavoro.

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