Quali sono le differenze tra TAC e risonanza magnetica?

La TAC e la risonanza magnetica sono due esami di diagnostica per immagini caratterizzati da differenze sostanziali. In particolare, ci sono diversità sostanziali in quanto a funzionamento, controindicazioni e tipologie di patologie oggetto dell’indagine.

TAC e risonanza magnetica, cosa sono

La risonanza magnetica e la TAC sono due tipologie di esami di diagnostica per immagini. Tuttavia, ci sono delle caratteristiche differenti. La TAC, nota anche come Tomografia Assiale Computerizzata, è una tecnica che prevede l’utilizzo di strumentazioni basate sulle radiazioni ionizzanti meglio conosciute come raggi X.

Sfruttando le radiazioni si riescono a creare delle immagini tridimensionali molto dettagliate di qualsiasi parte all’interno dell’organismo. Concettualmente c’è una prima importante differenziazione perché la risonanza magnetica, nota anche come risonanza magnetica nucleare, invece, si basa sui campi magnetici che vengono creati da un potente magnete. Anche in questo caso però si riescono a ottenere delle immagini definite e tridimensionali che riguardano l’anatomia interna.

Per il loro corretto funzionamento è necessario avere a disposizione delle apparecchiature di ultima generazione come quelle presenti nel Poliambulatorio Filippini, per riuscire a eseguire un esame affidabile che permetta indiscutibili vantaggi in fase di ottimizzazione della diagnosi e di scelta della terapia più adatta per risolvere il problema in essere.

In particolare, l’ambulatorio esegue la risonanza magnetica aperta RM che si basa sul concetto di risonanza magnetica nucleare. È un tipo di esame utilizzato principalmente per valutare le patologie che colpiscono l’apparato muscolo scheletrico come nel caso dei legamenti oppure di problemi che interessano le ossa e i tendini.

La TAC viene utilizzata soprattutto per la diagnosi di tumori e metastasi. In aggiunta è indicata per valutare eventuali emorragie interne e malattie vascolari piuttosto comuni come l’ictus e l’aneurisma. È anche adatta per alcuni stati infiammatori come la pancreatite e l’appendicite e le problematiche di natura vascolare e ossea dovute essenzialmente a una trauma subito.

Principio di funzionamento

Oltre alle differenze legate al principio su cui si basano le due tecniche diagnostiche, ci sono anche delle considerazioni aggiuntive da fare sul principio di funzionamento. La TAC prevede la necessità di sfruttare un dispositivo in grado di emanare un fascio di raggi X.

Nel corso della procedura il fascio di raggi x va a colpire la parte anatomica di interesse, attraversandola. Durante l’attraversamento del corpo, i raggi subiscono un’attivazione di intensità dovuta al fatto di aver trovato un organo oppure un qualsiasi tessuto. Il grado di attenuazione viene poi ottenuto da dei sensori chiamati detettori che hanno la capacità di valutare l’attivazione e di inviare queste informazioni a un computer che poi le andrà a elaborare.

Dunque, le attenuazioni e le modifiche a cui viene sottoposto il fascio di raggi X vengono successivamente elaborate da un apposito computer che restituirà in uscita delle immagini. Differente è invece la tecnologia alla base della risonanza magnetica. In questo caso abbiamo un dispositivo dotato di un potente magnete che permette di creare dei campi magnetici capaci di orientare gli atomi di idrogeno.

Questo è importante perché gli atomi di idrogeno sono presenti nei tessuti cellulari e nella parte di corpo da valutare. Anche in questo caso ci sarà un dispositivo che dovrà elaborare le modifiche a cui vengono sottoposti gli atomi di idrogeno. L’analisi viene completata quando la modifica degli atomi è avvenuta e si va a spegnere il magnete.

Non appena la sorgente dei campi magnetici viene meno, ci sarà un relativo ripristino della situazione originaria per cui gli atomi di idrogeno ritorneranno nella posizione di partenza. Quest’ultima fase è decisiva per la qualità del risultato finale in quanto durante il ripristino dell’orientamento originale degli atomi di idrogeno, questi ultimi vanno a emettere un’energia.

Sarà proprio l’energia degli atomi di idrogeno che andrà ad alimentare il macchinario che sarà così in grado di produrre delle immagini tradizionali estremamente precise e utili dal punto di vista diagnostico. Naturalmente tra l’elaboratore finale e gli atomi di idrogeno ci saranno dei sensori in grado di individuare l’energia e di veicolarla verso il computer al fine di creare le immagini.

Procedura, rischi e controindicazioni

Entrambi gli esami diagnostici consentono di ottenere delle immagini a cui il professionista potrà far riferimento per valutare delle patologie e la situazione in essere. Per quanto riguarda il funzionamento, ci sono evidenti differenze, non fosse altro che per le modalità con cui riescono a creare queste immagini.

Tuttavia, tenendo conto delle controindicazioni e dei rischi, la differenziazione tra TAC e risonanza magnetica appare meno marcata. Infatti ci sono alcune patologie per cui è possibile utilizzare sia la TAC che la risonanza magnetica. È altrettanto vero però che per alcuni campi di applicazione come quello oncologico, è certamente migliore la TAC che offre dei riscontri più attendibili e funzionali in quanto permette di eseguire una corretta diagnosi di tumori e metastasi.

Invece, la risonanza magnetica viene maggiormente presa in considerazione per tutte le problematiche che possono riguardare l’apparato muscolo scheletrico. Le differenze riguardano i rischi a cui il paziente viene sottoposto quando esegue un esame. Nello specifico quando si procede con la TAC, il corpo viene esposto a radiazioni ionizzanti ossia un qualcosa che può favorire lo sviluppo di tumori benigni e maligni.

La percentuale di rischio però cambia a seconda della zona del corpo in cui viene effettuata la TAC. Ad esempio quando viene effettuata alla testa, il paziente viene sottoposto a un quantitativo di raggi x corrispondente grosso modo a 8 mesi di radioattività naturale. Invece quando è necessario sottoporsi alla cosiddetta TAC total body ossia quella che riguarda gran parte delle parti del corpo, l’intensità e il dosaggio viene elevato enormemente fino ad arrivare agli 8 anni di radioattività naturale.

Quindi in quest’ultimo caso il rischio è decisamente maggiore e questo va tenuto conto. Differente il discorso per quanto riguarda la risonanza magnetica perché in questo caso il corpo non viene sottoposto a radiazioni ma semplicemente è esposto a campi magnetici.

Tuttavia, ci sono altre forme di disagio e di rischio come ad esempio quello di innescare ansia visto che il paziente deve comunque star fermo all’interno di uno strumento enorme. Oltre all’ansia, ne può scaturire un attacco di panico. Ci sono delle controindicazioni a cui far riferimento. Nello specifico la TAC è controindicata per le donne che si trovano in una particolare fase della loro vita ossia quella della gravidanza.

Anche nei bambini piccoli se possibile è meglio evitare questo genere di esame. Invece, la risonanza magnetica per via della formazione dei campi magnetici va evitata se ci sono delle persone che all’interno del proprio corpo ospitano dispositivi oppure dei frammenti metallici come nel caso di schegge, il pacemaker, le protesi per migliorare la funzionalità dell’apparato muscolo scheletrico ma anche apparecchi acustici.

In aggiunta la risonanza magnetica tendenzialmente non deve essere effettuata nelle donne durante i primi tre mesi di gravidanza. C’è una controindicazione sia della TAC sia della risonanza magnetica per quanto riguarda le persone alle prese con un’accentuata obesità anche per questioni di natura tecnica in quanto le apparecchiature tendenzialmente non supportano corpi con massa superiore ai 150 kg.

Inoltre, c’è la questione del mezzo di contrasto che può essere utilizzato sia con la TAC sia con la risonanza magnetica. Se si procede in tal senso, non va mai effettuata in pazienti alle prese con insufficienza epatica e renale e che sono fortemente allergici al gadolinio e allo iodio.

Infine per completare il discorso legato alle differenze tra questi due esami, c’è da dire che la TAC dura al massimo 10 minuti mentre la risonanza magnetica a seconda della zona del corpo in cui viene realizzata può arrivare anche a una durata di un’ora e 30 minuti. Presso il Poliambulatorio Filippini è possibile prenotare una TAC oppure una Risonanza Magnetica Aperta con tempi di attesa minimi.

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